Turisti per forza

Oggi parleremo di un tipico turismo che vede la nostra Europa come mèta sempre gettonata e gradita: il turismo Africa/Europa.

Il tipico turista africano non ama essere omologato agli altri viaggiatori del mondo: è infatti considerato banale il viaggiatore che predilige mezzi come aerei, treni e navi, poichè l'africano ama definirsi "viaggiatore", e non "turista".

Il turista africano quindi predilige mezzi e percorsi non convenzionali, quali l'attraversamento a piedi di vaste aree desertiche, per godere appieno dei paesaggi meravigliosi che si estendono per giorni e giorni e che il turista tradizionale troverebbe forse noiosi (alla lunga), ma il turista africano adora.

In rari casi si avvale del passaggio su qualche mezzo militare, ma questa cosa è poco pubblicizzata poichè considerata una "scorciatoia" che toglierebbe valore al viaggiatore.

I viaggi di mesi e mesi per raggiungere le coste avranno di certo una risonanza social tra gli amici a casa ma i post su facebook sono probabilmente non visibili perchè non si ha ad oggi un repertorio di foto, video ed immagini dei viaggiatori.

Come spesso noi europei approfittiamo di uno scalo aereo a Dubai e a New York per visitare queste meravigliose città prima di raggiungere la nostra mèta, il turista africano approfitta sempre dell'ospitalità di un grande Paese di passaggio, la Libia (nota per la sua storica ricettività alberghiera).

Ama soggiornare nei resort a breve distanza dal mare da qualche settimana fino ad anni (è noto il detto "la Libia è bellissima ma non ci vivrei...") in strutture tipiche della zona, spesso senza aria condizionata, non necessaria poichè con camere scavate sotto il livello del suolo.

Il regime maggiormente richiesto è un all inclusive light (la differenza con l'hard all inclusive è che l'hard all inclusive prevede acqua e cibo)

E' molto praticata l'usanza, durante il soggiorno, di fornire laute mance agli inservienti dei resort, spesso richiedendo dei trasferimenti di denaro dalla famiglia perchè il turista africano odia portarsi dietro grandi quantità di denaro contante, sempre per motivi legati all'iconica figura del "viaggiatore" (non turista).

Le viaggiatrici africane amano raccontare alle proprie amiche dei flirt con il personale libico dei resort, e sono conosciuti casi di concepimenti extraconiugali ed addirittura di nascite all'interno dei resort, spesso anche solo per il fascino esotico di far nascere i propri figli in paesi stranieri, e potersene vantare.

Per la grande richiesta ricettiva, agli ospiti africani viene ad un certo momento proposta la possibilità di effettuare una meravigliosa escursione in barche gonfiabili con destinazione la tanto desiderata Europa, ed il turista quasi sempre è disposto a pagare tutto ciò che ha per partecipare alla meravigliosa esperienza del viaggio.

I gommoni messi a disposizione dalle compagnie di navigazione locali (spesso di proprietà di piccoli vettori) sono dotati di ogni comfort, ma spesso vengono utilizzati in sostituzione dei mezzi più semplici che non hanno tutti i comfort ma molto spesso, comunque, galleggiano.

Per rendere il viaggio maggiormente avventuroso si stipano persone ben oltre le capacità di portata dei gommoni stessi, e questo permette al turista africano di creare ancora maggiore spirito di gruppo con i propri compagni di viaggio.

Spesso purtroppo tale viaggio, per motivi tecnici, viene interrotto da imbarcazioni più "commerciali" quali pescherecci o navi militari, per condurre a destinazione i turisti.

Il turista africano, sempre gradito, viene accolto da una comunità che lo accoglie con cartelli in lingua locale e che sul momento non vengono compresi dai turisti, ma si suppone siano ringraziamenti per il loro arrivo.

La Comunità Europea promuove da anni iniziative volte al consolidamento del turismo Africa/Europa, con politiche sempre mirate e sempre di successo, quali lo sfruttamento delle risorse energetiche e minerarie dei Paesi africani, il colonialismo militare ed economico, l'approvvigionamento di armi e la formazione di organizzazioni paramilitari nei paesi d'origine dei tanto richiesti "viaggiatori" africani (non turisti).


G. Vallone



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